STORIA

Transit, dopo le prime esperienze maturate nel campo dell'architettura degli interni nei primi anni '70, ha indirizzato le attività di progettazione in settori più espansivi, maggiormente diversificati e fortemente innovativi.

Questi settori riguardano eminentemente lo studio di sistemi dove l'intervento architettonico non concerne solo un oggetto fisico, puntuale, ma si estende su entità correlabili a rete, diffuse a livello spaziale e sociale nel territorio. Tipici esempi ne sono il sistema dei trasporti e della circolazione, quello della distribuzione e del commercio, particolarmente approfonditi nel trascorrere dell'attività di Transit con l'ideazione di impianti architettonici aggiornati, a livello nazionale ed internazionale, caratterizzati da soluzioni nuove o talvolta sperimentali.

Oltre questi settori, Transit ha operato con interventi innovativi nel campo della residenza, del rinnovo urbano, del terziario e dei grandi allestimenti, introducendo, fin dai primi anni '80, criteri di qualità nelle caratteristiche costruttive dell'edilizia economica, maturati attraverso la già sperimentata realizzazione di residenze mono e plurifamiliari private. Importante è l'attenzione che Transit ha prestato per prima al degrado delle zone centrali e semi centrali della città ed a quegli aspetti, solo in apparenza dimensionalmente contenuti, che innescano effetti di risonanza capaci di estendersi su un'area d'intervento ben più vasta di quella nata dall'operazione progettuale stessa.

Non meno significativa è l'originalità riposta nell'approccio alla tematica del terziario direzionale mediante la definizione di quantità dimensionalmente controllate, dall'intero edificio sino al singolo posto di lavoro, dove il design p compenetrato negli elementi più minuti.

Transit, affrontando il tema del trasporto metropolitano in un periodo in cui tale argomento era fondamentalmente trascurato, per prima ha concepito un linguaggio architettonico di spazi connettivi – vere e proprie nuove piazze – ideate come sommatoria d'aree specializzate, con capacità di recupero dei tessuti urbani limitrofi maggiormente compromessi. Alla riqualificazione degli spazi Transit ha sempre associato una semplicità strutturale ed una profonda conoscenza degli aspetti più intimi del cantiere, garantendo la fattibilità concreta del prodotto architettonico.

Pur mantenendosi coerente ai principi di modernità, razionalità ed espressività, che hanno da sempre caratterizzato la sua storia, nel corso degli anni Transit ha saputo imprimere al proprio modo progettuale una costante evoluzione di linguaggio. In questo a soluzioni morfologiche innovative si accompagnano tecnologie avanzate ed un abaco di materiali estremamente libero da condizionamenti locali. Tutto ciò nel rispetto della tradizione costruttiva italiana, a riprova che anche il trascorso è parte integrante della storia contemporanea.

L'attività dello studio si è sviluppata, negli anni, in campi che hanno toccato gli argomenti più significativi della città contemporanea, ed in particolare:

- nel sistema dei trasporti, per il quale lo Studio ha prodotto 27 nuove stazioni per le linee A e B clella Metropolitana di Roma ed i relativi nodi di scambio, dei quali i maggiori, Ponte Mammolo e Laurentina: stazioni che hanno “dato forma a parti della città obsolete e prive di struttura focale”;

-nel sistema della distribuzione e del commercio, dove lo Studio Transit ha tradotto le tipologie più aggiornate a livello internazionale: Cinecittà 2, Gulliver, Commercity, Euroma 2 (quest'ultimo con lo Studio Purini-Thermes);

-nella direzionalità, che ha visto lo Studio impegnato fin dai primi anni '80 in numerosi interventi di notevole spessore urbano quali, in successione, il complesso a Valmelaina, il Centro Direzionale Laurentino, la sede della Casse di Previdenza del Ministero del Tesoro a Tre Fontane (con lo Studio Passarelli), il Ministero della Salute, la Torre per uffici della Provincia di Roma, la nuova sede dell'ATAC (questi ultimi tre ad Europarco);

-nella residenza, dove lo Studio è stato impegnato in diverse strutture di interesse urbano, dalla villa unifamiliare al grande complesso. Ne sono testimonianze le ville di Casal Palocco ed a Formia, le Torri al Tiburtino-Sud, il complesso ad Ottavia, a Quartaccio e ad Ostuni (Brindisi), il grande nucleo a Porta di Roma, le diverse localizzazioni nella periferia romana (Prampolini, Mezzocammino, Parco Talenti, i nuovi piani di Anagnina e Monte della Breccia);

-nel ricettivo, con le prime realizzazioni di villaggi turistici (in collaborazione), con la Ote-Insud e la Valtur, poi con lo sviluppo del grande complesso della Masseria Santa Lucia ad Ostuni (Brindisi), dell'Hotel IBIS della catena ACCOR alla Magliana, del Grand Hote Melia Via di S.Onofrio, al Gianicolo;

-nel recupero urbano, dove lo Studio ha sviluppato diversi interventi anche di iniziativa privata. Ma oltre questi sono di partoclare interesse il progetto di Piazza Dante, nella zona centrale del quartiere esquilino, di Largo Agnesi, in affaccio sul Colosseo e sopra la stazione omonima della linea B della Metropolitana, e di Piazza Giovanni XXIII, a Manduria (Taranto);

-nel recupero dell'edificato esistente o della sua trasformazione. E' questo un tema altamente innovativo che ha visto lo Studio impegnato nelle trasformazioni di grandi complessi immobiliari in zona Eur (Piazza dell'Agricoltura, Piazza Don Sturzo, Via Cesare Pavese) con destinazione eminentemente per direzionalità di pregio, o in altre zone centrali o semi-centrali (Lungotevere degli Artigiani, Casal Bertone) con destinazione residenziale o mista, e servizi aggiuntivi. Questi ultimi interventi derivano da rimodellazioni, attraverso appositi Piani Particolareggiati, di precedenti volumetrie industriali, ormai obsolete;

-nel restauro di complessi edilizi ottocenteschi, con la loro trasformazione in strutture provate, grandi abitazioni o residenze per anziani. Ne sono testimonianza la grande Villa a Martina Franca (Taranto) o il rifacimento di Villa Portese per la Casa di Riposo della Comunità Ebraica di Roma;

-nell'edilizia scolastica, lo Studio ha predisposto un progetto modulare dove, sottolineate da portali di grandi dimensioni, sono state inscritte le aule ed i servizi relativi, lasciando estroflessi solo i grandi volumi delle palestre e delle sale riunione. Con questo sistema sono state realizzate nove scuole, materne, elementari e medie nella periferia ovest della città;

-nell'edilizia ecclesiale, con il grande complesso di Paternò, Studio Transit ha raccolto il tema della figurazione di un polo civile e religioso di grande significato urbano, completo di zone per lo studio, per le riunioni, per lo sport. Nella chiesa di Atripalda ha viceversa proposto, essendo questo un progetto-pilota avviato da un Concorso Nazionale CEI, una tipologia assolutamente innovativa, anche nella tecnologia esecutiva e nei materiali. La chiesa all'aperto di Ostuni è infine un progetto particolare, organico all'ambiente marino dove si colloca ed alla macchia mediterranea che ha caratterizzato quel particolare territorio;

-nelle mostre ed allestimenti, tra queste ricordiamo le esposizioni a Buenos Aires a San Paolo dell'Industria Italiana (Padiglione del gruppo EFIM), l'allestimento per il X congresso della UIL al Palazzo del Cinema a Venezia, la mostra Roma città dell'informazione al Palazzo dello Sport, ed infine l'esposizione, a Mosca e San Pietroburgo, dell'arte contemporanea Italiana. La più significativa, a livello internazionale è senz'altro la mostra de L'Economia Italiana tra le due guerre 1919-1939 dove l'allestimento della parte storica ha avuto come completamento simbolico la ricostruzione di una sezione del Colosseo, mentre, al secondo anello, si dispiegavano i percorsi al pubblico. Questa sezione di oltre 52 mt di altezza, in vera forma, con struttura in metallo e rivestimento in pannelli bianchi, è stata solamente appoggiata su basamenti rimovibili, innocui per il contesto di enorme valore storico ed archeologico.